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mercoledì 16 aprile 2014

miele di fiori di tarassaco

Questo sciroppo che ha la consistenza di un miele è un vero toccasana, depurativo e amico del nostro fegato. Fa bene ai grandi e ai piccini, ottimo nelle tisane, nel té, oppure mangiato così o spalmato su una fetta di pane imburrata. Raccogliete i fiori gialli quelli belli aperti, possibilmente in una giornata soleggiata e al mattino quando non ci sono in giro troppi insetti. Per un litro di acqua ci vogliono quattro belle manciate abbondanti di fiori. Stendeteli sopra un canovaccio e lasciateli al sole per diverse ore così che eventuali insettini abbandonino i fiori raccolti. Metteteli in una pentola e versate un litro di acqua fredda per quattro manciate di fiori, portate lentamente ad ebollizione. Appena alzato il bollore, levate la pentola dal fuoco, lasciate riposare per una notte intera. Il mattino seguente filtrate il tutto e alla fine spremete i fiori messi in un canovaccio, con le mani, onde far uscire tutto il succo possibile. Per un litro di succo aggiungete un kg di zucchero e mezzo limone bio tagliato a fettine, se vi manca per arrivare a un litro potete aggiungere un po di acqua, altrimenti calcolate 1 dl di succo + 100 gr. di zucchero. Non aggiungete limone oltre alla dose che ho indicato, perché darebbe un sapore acre. Rimettere la pentola sul fuoco senza coperchio, onde mantenere tutte le sue proprietà tenere la fiamma il più basso possibile, regolate al minimo, deve evaporare adagio adagio, ci vuole tanto tempo . Io che ne faccio due o tre litri lo lascio andare per tutta la giornata sulla piastra elettrica al calore minimo. Per vedere la consistenza prendetene un cucchiaino e mettetelo in un piattino, raffreddando deve avere la consistenza tipo quella del miele, troppo denso si cristallizza e troppo liquido si inacidisce. Una volta pronto invasate, (vasi pulitissimi e asciutti precedentemente scottati nell'acqua bollente) ancora caldo e chiudete con il coperchio. Si conserva, se fatto nel modo giusto, per tantissimo tempo.

domenica 15 maggio 2011

Miele di gemme di pino

Chiamatemi la creatrice di pantofoline, la cuoca di sciroppi vari la casinista nata!
Ieri sono andata in montagna e non ho potuto resistere di raccogliere tre manciate di gemme di pino belle fresche così che stamattina il mio miele di gemme cuoce adagio adagio  un profumo delizioso gira nella mia casa! Vi dò la ricetta caso mai, e forse già so chi... vorrà farne 2 o 3 vasetti!

Miele con le gemme di pino


Raccogliete 3 manciate di gemme di pino appena sbocciate (minimo 150gr), non devono essere comunque troppo grandi al massimo 2 o 3 cm, insomma devono essere di un colore verde chiaro e tenerissime.
Lavatele e mettetele nella pentola con un litro e mezzo di acqua,  agggiungete un limone senza la pelle e senza la parte bianca tagliato in quattro, sbollentate a fuoco lento per mezz'ora il tutto, poi lasciate riposare per tutta la notte, da 12 a 24 ore.
Filtrate con un canovaccio e strizzate bene alla fine le gemme per recuperare tutto il succo possibile. Al succo ottenuto, in questo caso un litro e mezzo, aggiungete un chilo e mezzo di zucchero, io ho usato quello grezzo o integrale che lascia un sapore particolare. Date un bollore breve e poi lasciate andare per tutta la giornata a fuoco lentissimo, finché evapora. Lasciate raffreddare e provate la consistenza, in caso fosse troppo liquido rimettete ancora sul fuoco. Mettere nei vasi pulitissimi e scottati precedentemente.

Se volete fare sciroppo lasciate meno sul fuoco!

sabato 16 aprile 2011

Sciroppo con i fiori di tarassaco, ricetta

 Pasqualino e dietro le sue orecchiette vedete i fiori di tarassaco!

Il tarassaco è chiamato anche dente di leone o cicoria selvatica, si trova abbondantemente fiorito nei prati nel periodo che va da aprile a maggio e crea un tappeto di fiori gialli, bellissimo da vedere e molto amato dagli insetti e dalle api per la sua grande quantità di polline. Questo sciroppo che ha la consistenza di un miele è un vero toccasana, depurativo e amico del nostro fegato. Fa bene ai grandi e ai piccini, ottimo nelle tisane, nel té, oppure mangiato così o spalmato su una fetta di pane imburrata. 
Qui di seguito vi spiego il procedimento.

Raccogliete i fiori gialli quelli belli aperti, possibilmente in una giornata soleggiata e al mattino quando non ci sono in giro troppi insetti. Per un litro di acqua ci vogliono quattro belle manciate abbondanti di fiori. Stendeteli sopra un canovaccio e lasciateli al sole per diverse ore così che eventuali insettuncoli abbandonino i fiori raccolti. Metteteli in una pentola e Versate un litro di acqua fredda per quattro manciate di fiori,  portate lentamente ad ebollizione. Appena alzato il bollore, levate la pentola dal fuoco,  lasciate riposare per una notte intera. Il mattino seguente filtrate il tutto e alla fine spremete i fiori messi in un canovaccio, con le mani, onde far uscire tutto il succo possibile. Per un litro di succo aggiungete un kg di zucchero e mezzo limone tagliato a fettine, se vi manca per arrivare a un litro potete aggiungere un po di acqua, altrimenti calcolato 1 dl di succo 100 gr di zucchero. Non aggiungete limone oltre alla dose che ho indicato, perchè darebbe un sapore acre. Rimettere la pentola sul fuoco senza coperchio, onde mantenere tutte le sue proprietà tenere la fiamma il più basso possibile, regolate al minimo, deve evaporare adagio adagio, ci vuole tanto tempo . Io che ne faccio due o tre litri lo lascio andare per tutta la giornata sulla piasta elettrica sull'uno, proprio il minimo. Per vedere la consistenza prendetene un cucchiaino e mettetelo in un piattino, raffreddando deve avere la consistenza tipo quella del miele, troppo denso si cristallizza e troppo liquido si inacidisce. Una volta pronto invasate, (vasi pulitissimi e asciutti precedentemente scottati nell'acqua bollente) ancora caldo e chiudete con il coperchio. 
si conserva, se fatto nel modo giusto, per tantissimo tempo.


La ricetta originale la trovate nel libro "La Salute dalla Farmacia del Signore" di Maria Treben,
edizioni Ennsthaler. In Italia è distribuito dalla casa editrice Athesia di Bolzano.
Questo libro mi era stato regalato da un'amica erborista e per me è diventato una specie di bibbia tanto è bello e ben spiegato e da moltissimi anni lo consulto.